mercoledì 13 luglio 2011
La cura Zingales-Perotti
Ottimo editoriale del Sole 24 Ore di mercoledì 13 luglio 2011
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-07-13/ecco-come-arrivare-subito-082038.shtml?uuid=Aa9UChnD
martedì 12 luglio 2011
WHY ITALY? (Video)
http://video.ft.com/v/1048076129001/Why-Italy-
"Italy's 10-year bonds yields have been pushed to 5.8 per cent for little good reason. Lex's John Authers and Vincent Boland explain that the solution to this latest bout of sovereign debt contagion lies not in Italy but in dealing toughly with Greece's debt"
lunedì 11 luglio 2011
Il polo conquista la Cina
Dal sito della Cnn
http://edition.cnn.com/2011/WORLD/asiapcf/07/11/china.polo/index.html?hpt=hp_c2
Il polo - e non più il golf - sta conquistando i ricchi cinesi
"As golf loses its luster as a marker for wealth and status in China, polo and equestrian events are being groomed as the new exclusive pursuit for the country's super rich.
Polo clubs have been in China since 2004, but the operation in Tianjin is just the latest, and currently most opulent, of the new clubs embracing horse sports as a way to corral China's "high net worth individuals."
--Harvey Lee, Vice Chariman, Tianjin Goldin Metropolitan Polo Club
"Playing golf, no one else sees you," says Harvey Lee, vice chairman of Goldin Metropolitan Polo Club.
"In China for now a lot of people will enjoy watching polo, not many will ride and play."
The club is looking for members and patrons who can afford to buy a polo team and keep horses at the club's stables."
domenica 10 luglio 2011
Il Sud Sudan secondo l'erede di Comboni

(dai quotidiani del gruppo Athesis)
Traguardo storico dopo la lunga guerra Sud Sudan
una nazione
che vive
di speranza
Simone Incontro
Il vescovo comboniano Mazzolari benedice il nuovo Stato: «L'Italia dovrebbe formare i leader per aiutare l'indipendenza»
Lo dice monsignor Cesare Mazzolari, bresciano, classe 1937, vescovo di Rumbek nel Sud Sudan, missionario in Africa dal 1981. Ieri a Rumbek ha benedetto il nuovo Stato con queste parole: «O Signore, rimani con noi e rendici capaci di ricostruire le mura della nostra Gerusalemme che è la nostra nuova Repubblica del Sud Sudan».
Avevamo incontrato il missionario, sacerdote comboniano dal 1962, a Verona, alla casa madre dei comboniani. Una puntata rapidissima, prima di tornare in Africa. A Enzo Biagi, che lo intervistava nel 1999, il comboniano disse: «Ho promesso alla mia gente che morirò in Sudan perché sono uno di loro. Non lascerò più il Paese, se non per chiedere aiuti e per cercare altri missionari».
Che cosa significa oggi essere comboniano?
San Daniele Comboni, quando era nella mia attuale diocesi, nel 1856-1858, ci ha insegnato che il missionario è colui che è capace di vivere di fede senza aspettarsi il successo immediato. Noi mettiamo le fondamenta e poi verrà qualcuno che costruirà i muri. Comboni diceva: «Io muoio, ma la mia opera non morirà». Questo è il testamento di ciascun comboniano. Vivere di speranza.
Lei è sempre stato un assertore dell'indipendenza del Sud Sudan, cristiano e animista, dal Nord, musulmano. Che cosa ha rappresentato il referendum di gennaio?
È stato un mezzo miracolo. Obama l'ha considerato uno degli eventi più importanti per la libertà. Un atto a cui Dio ha contribuito. Questo popolo, come quello del Vecchio Testamento, ha invocato la misericordia di Dio. Abbiamo pregato e pregato perché Dio avesse misericordia di un popolo che aveva sofferto così a lungo.
Il Nord, guidato dal ricercato dell'Aja per i crimini di guerra Darfur, Omar al Bashir, come ha reagito?
Khartoum non si aspettava una decisione così determinata. Vorrebbero rovinarla, ma il Sud non accetta provocazioni per un'altra guerra. Il nostro popolo del Sud ha avuto 22 anni di guerra, ha sofferto la perdita di oltre due milioni di abitanti, per la maggior parte civili. Un proverbio congolese dice: «Quando due elefanti lottano, è l'erba che ne va di mezzo». I due elefanti erano il Nord e il Sud. Chi ha sofferto è stata la popolazione inerme.
In che modo la gente del Sud ha vissuto i giorni del referendum?
Già alle quattro di mattino del primo giorno di voto, la gente era fuori per strada a pregare, cantare e ballare. Era una festa, qualcosa che arrivava genuinamente dal cuore dei sudsudanesi. Nella prima notte di voto un'osservatrice internazionale dell'Onu si è commossa davanti a questa celebrazione.
Dopo la lunga festa, la storica dichiarazione d'indipendenza. Che cosa accadrà poi?
Il presidente Salva Kiir, secondo la nuova costituzione temporanea, governerà per i prossimi quattro anni. Avrà il potere di cambiare tutti i funzionari dello Stato e i governatori. C'è un po' di tensione perché la costituzione temporanea è stata messa assieme a porte chiuse. Non c'è stata la partecipazione del popolo e anche la Chiesa si è sentita lasciata fuori. È salito inoltre il livello del tribalismo.
Il bisogno più grande del Sudan è l'integrazione dei diversi gruppi, tra i Dinka, circa 3,5 milioni su una popolazione totale di circa 8 milioni, e gli altri. L'ultimo problema è quello delle persone che arrivano dal Sudan e che si sentono minacciate da Bashir. Il presidente sudanese vuole applicare la Shari'a, la legge islamica, in modo assoluto a tutti.
Il Nord Sudan ha il petrolio e un grande alleato, Pechino. La compagnia petrolifera di Stato cinese controlla i due più grandi consorzi energetici sudanesi. Ha costruito un oleodotto da 1.500 chilometri per collegare le due metà del Paese...
Con solo il 20 per cento dell'estrazione nazionale di greggio, il Sudan del nord dovrà rinunciare a parte delle rendite energetiche. Il Sud sarà però uno Stato senza sbocchi sul mare e dovrà trovare un accordo con Karthoum per trasportare il suo petrolio attraverso gli oleodotti del nord. La Cina ha convenienza che regni la pace e l'ordine.
Come si sta muovendo la comunità internazionale?
Gli Stati Uniti danno tanti soldi per l'esercito. Hanno ricostruito gli uffici del presidente. Il ministro delle Finanze e il capo di Stato del Sud Sudan fanno la spola Juba-Washington. L'Onu (con le sue agenzie Unicef e Undp) sta lavorando molto bene e il World Food Program sta funzionando alla perfezione.
E l'Italia che ruolo potrà giocare?
Roma ha una grande capacità di riconciliazione. Ho chiesto al sindaco di Verona, la città di Comboni, di gemellarsi con la mia diocesi. Alcuni parlamentari italiani, inoltre, hanno manifestato la volontà di riconoscere immediatamente il nuovo Stato e avviare relazioni diplomatiche. L'Italia potrebbe giocare un ruolo importante per formare i nostri leader.
sabato 9 luglio 2011
Adieu Yao Ming
Yao Ming si ritira
Yao Ming dice basta a 30 anni. Uno degli atleti cinesi più famosi al mondo ha deciso di ritirarsi dopo 486 partite.
Da Wikipedia:
"Yao Ming (cinese semplificato: 姚明, pinyin: Yáo Míng; Shanghai, 12 settembre 1980) è un ex cestista cinese.
Alto 229 cm per un peso di 140,6 kg,[1] ricopriva il ruolo di centro negli Houston Rockets, squadra NBA."
Qui l'annuncio sul canale Nbahttp://www.nba.com/video/channels/nba_tv/2011/07/08/20110708_yao_ming_retires.nba/index.html
Qui video tributo su YouTube
http://www.youtube.com/watch?v=TNxlZLq787g
Yao Ming su Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Yao_Ming
L'addio di Yao Ming sul quotidiano (in lingua inglese) della sua città, lo Shanghai Daily
http://www.shanghaidaily.com/nsp/Sports/2011/07/09/Basketball%2Bstar%2BYao%2BMing%2Bplans%2Bto%2Bannounce%2Bretirement/
Un estratto dell'articolo dello Shanghai Daily:
"YAO Team is planning to announce Yao's retirement soon, a source close to Yao told Xinhua today.
In an email sent to Xinhua, Yao Team said Yao Ming is to hold news conference on July 20 about his "personal future development plan".
Earlier Yao Team confirmed Yao had decided to retire and was planning to announce his decision on August, but several American reports had released the news yesterday.
Another source of the Chinese Basketball Association (CBA) said Yao and his Yao Team came to Beijing two weeks ago to inform the Chinese basketball governing body his decision [...]
Yao, 31 year old, played nine seasons for the Rockets after he was drafted on No. 1 in 2002 by the Rockets.
The most famous Chinese sports star has been suffering from foot injuries in the past two seasons.
He was supposed to become free agent this summer after his contract is expired and the Rockets had tried to deal the 2.26m center last season".
venerdì 8 luglio 2011
The British Watergate?

Grossi guai a casa Murdoch?
Grande copertina di The Independent
Qui sotto ottimo articolo sul sito di Sky News
http://news.sky.com/skynews/Home/UK-News/News-Of-The-World-Daily-Star-Offices-Searched-As-Ex-Editor-Coulson-And-Royal-Reporter-Goodman-Held/Article/201107216026496?lpos=UK_News_Carousel_Region_0&lid=ARTICLE_16026496_News_Of_The_World%3A_Daily_Star_Offices_Searched_As_Ex-Editor_Coulson_And_Royal_Reporter_Goodman_Held
La disoccupazione negli Usa, tallone d'Achille di Obama?
E' uscito oggi - ed è l'apertura di Drudgereport - e il dato dice: 9.2%
Oltre 14 milioni di americani e americane oggi sono senza lavoro
Qui sotto il link di Cnbc a riguardo:
http://www.cnbc.com/id/43682730
"The unemployment rate climbed to a six-month high of 9.2 percent, even as jobseekers left the labor force in droves, from 9.1 percent in May.
"[...]The message on the economy is ongoing stagnation," said Pierre Ellis, senior economist at Decision economics in New York. "Income growth is marginal so there's no indication of momentum [...]"
Qui il 3 giugno Christian Rocca aveva scritto: "Brutte notizie per Obama" e presentava un'importante tabella di Third Way
http://www.camilloblog.it/?s=obama+disoccupazione&cat=-1&year=&monthnum=
Da Camillo
"[...] Con la disoccupazione oltre il 5,4 per cento, Reagan a parte, si perdono le elezioni. La disoccupazione ai tempi di Obama è di quasi 4 punti oltre quel limite [...] Oggi gli economisti sono certi che da qui a novembre sarà impossibile scendere al 5,4 per cento [...]".
Nessun presidente in carica (che corre per la rielezione) è riuscito a farsi rieleggere con tassi di disoccupazione così alti, dai tempi di FDR
Quelli che hanno perso
Ford (1976) 7.8%
Carter (1980) 7.5%
Bush Sr. (1992) 7.4%
Quelli che hanno vinto (ad eccezione di Reagan sono tutti sotto il 5.4%)
Reagan (1984) 7.2%
Bush Jr (2004) 5.4%
Clinton (1996) 5.4%
Nixon (1972) 5.3%
Johnson (1964) 4.8%
Eisenhower (1956) 4.3%
Truman (1948) 3.8%
Obama come Reagan? Tra poco più di un anno lo sapremo...
Simone Incontro